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Identikit della pianta

 

  • Nome comune: Echinacea
  • Famiglia: Asteraceae
  • Benefici: favorisce le naturali difese dell’organismo e supporta la funzionalità delle prime vie respiratorie; ha proprietà immunostimolanti, antisettiche e cicatrizzanti1

Come si presenta la pianta di Echinacea angustifolia?

 

L’Echinacea è un genere di piante erbacee perenni, in cui si distinguono nove specie, tra le quali ci sono Echinacea pallida, Echinacea purpurea e anche Echinacea angustifolia.  È originaria del Nord America, dove cresce sui terreni sabbiosi, in un’area che circonda il sud dei grandi laghi del Canada e degli Stati Uniti, dalle Montagne rocciose all’Atlantico1.
L’Echinacea angustifolia è una tra le piante officinali più conosciute e appartiene alla famiglia delle Asteraceae, nota anche come Compositae, a cui fanno parte diverse altre piante note. È la stessa famiglia delle margherite, per esempio, ma anche dell’Arnica montana. Le “composite”, come sono chiamate dai botanici, hanno tutte un fiore costruito in modo similare, a forma di calice, attorniato dai petali 2. La margherita ne è l’esempio tipico e anche l’Echinacea angustifolia rispecchia questa forma.

 

Le origini della pianta officinale Echinacea angustifolia

 

L’Echinacea fu utilizzata per la prima volta secoli addietro dai nativi americani della tribù dei Sioux3, che la impiegarono per trattare diverse affezioni o accidenti, come il morso dei serpenti a sonagli oppure il mal di denti4.  Durante scavi archeologici nei siti frequentati dai Lakota Sioux, infatti, sono stati rinvenuti semi di Echinacea risalenti al XVII secolo5. Proprio per il largo utilizzo che ne fecero, è interessante oggi osservare la stretta corrispondenza fra l’area di diffusione dell’Echinacea e le zone di insediamento delle tribù che ne facevano maggiormente uso4.

Quali sono i benefici di Echinacea angustifolia?

 

I benefici che Echinacea angustifolia può apportare all’organismo sono molteplici, grazie alla combinazione di tutte le sostanze presenti nell’intera pianta.
Questa aiuta, infatti, a preservare l’integrità fisica1. I suoi composti attivi rinforzano e stimolano il sistema immunitario che presiede all’autodifesa dell’organismo, respingendo gli agenti aggressori, riducendo considerevolmente la percentuale e l’intensità delle recidive delle infezioni virali, batteriche e da funghi1. Studi recenti ne hanno confermato l’azione antinfiammatoria e immunostimolante, utile sia nella prevenzione sia nel trattamento dei processi infettivi delle vie aeree3 di origine batterica e virale1.
Utilizzata per via orale, Echinacea può rappresentare un valido supporto nella profilassi e nel trattamento delle malattie da raffreddamento4. La pianta è in grado, infatti, di rafforzare le difese dell’organismo nei confronti delle sindromi influenzali e febbrili, con l’interessamento delle vie aeree superiori4. Può essere impiegata, perciò, sia in modo preventivo sia nella malattia in attivo4.
L’uso esterno, invece, è legato alla capacità cicatrizzante e riepitelizzante della pianta4, a cui si uniscono le sue proprietà antinfiammatorie, antisettiche e decongestionanti4. Può essere impiegata, pertanto, nel trattamento di ulcere, ferite infette, ustioni, afte e dermatiti4.
In definitiva, Echinacea angustifolia può essere considerata una preziosa risorsa di benessere per il nostro organismo. Potenzia il sistema immunitario, possiede attività antivirale, stimola i globuli bianchi, neutralizza i batteri, favorisce la cicatrizzazione delle ferite, svolge un’azione antiossidante e immunomodulante1.

 

Una curiosità sulle prime testimonianze e sull’origine del nome Echinacea

 

L’Echinacea angustifolia e l’Echinacea purpurea sono le uniche due specie che si possono trovare nelle prime testimonianze storiche coloniali. L’Echinacea purpurea cresce nella costa orientale degli Stati Uniti, mentre l’Echinacea angustifolia prospera ad ovest. Non sorprende che i coloni si imbatterono prima nell’Echinacea purpurea, e che essa sia stata la prima specie a essere menzionata nei loro scritti botanici2.
Inizialmente, il primo nome scientifico di Echinacea non fu quello che oggi tutti conosciamo, ma fu Rudbeckia. Tale nome si deve a Linneo, che per battezzare questo genere si fece ispirare dal nome del botanico svedese del XVII secolo Rudbeck. Solo nel 1794, il genere fu rinominato Echinacea da Conrad Moench, rifacendosi al termine greco echinos, "riccio”, con riferimento alle brattee pungenti del capolino o alla struttura dei semi6.

1 - Brigo B., Prevenzione e cura fitoterapica dei disturbi stagionali invernali, in “Natural 1”, settembre 2019, pp. 85-91 2 – Schar D., Echinacea. La pianta che stimola le difese immunitarie, Tecniche Nuove, 2000 3 - Brigo B., L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano 2000 4 - Campanini E., Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, Milano 2004 5 - https://fitonews.wordpress.com/2013/11/12/echinacea-e-i-lakota-sioux/ 6 - http://www.farmacista33.it/echinacea-un-aiuto-per-il-raffreddore/fitoterapia/news--43169.html?word=echinacea

Piante officinali

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