
Pertosse in bambini e adulti: cos’è e come riconoscerla
La pertosse è un'infezione respiratoria altamente contagiosa che può colpire persone di tutte le età, sebbene sia particolarmente pericolosa nei neonati e nei bambini piccoli. Si manifesta con tosse persistente e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie. Riconoscerne tempestivamente i sintomi è fondamentale per sapere quando rivolgersi al pediatra o al medico di famiglia, che potrà indicare il trattamento più adatto per alleviare il disturbo.
Per la sua lunga durata viene comunemente soprannominata “tosse dei 100 giorni”(1), però è anche conosciuta come “tosse canina”(2) per il sintomo che scopriremo essere il più caratterizzante. Ma che cos’è la pertosse? Si tratta di una malattia infettiva delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis(2). È una patologia contagiosa che colpisce soprattutto neonati e bambini fino ai 5 anni(2), nei quali può presentarsi in forme anche severe.

Pertosse: sintomi comuni
I sintomi della pertosse cambiano nel corso della malattia.
Nella prima fase, detta catarrale, compaiono occhi rossi e lacrimazione, mal di gola, tosse lieve e febbre, che possono sembrare sintomi da raffreddore(2). Tuttavia, invece di risolversi dopo 1-3 settimane proseguono nella fase parossistica caratterizzata da attacchi soffocanti di tosse secca, insistente e violenta talora con vomito e soprattutto di notte.
Quando si ha la pertosse, riconoscerla diventa più facile proprio in questa fase: alla fine dell’attacco di tosse, il respiro riprende con una lunga inspirazione forzata che termina con un urlo che ricorda il latrato di un cane o il canto del gallo.
Dopo 2-3 settimane la tosse diventa gradualmente meno frequente e intensa: è la fase di convalescenza che può durate fino a 8 settimane (ecco perché è detta la tosse dei 100 giorni).
Sintomi della pertosse nei bambini e nei neonati
Come si è visto, la pertosse nei neonati e in generale nei più piccoli può iniziare in modo poco specifico e manifestarsi con sintomi simili a quelli del raffreddore nei bambini. Successivamente, però, evolve verso manifestazioni più tipiche, per questo è importante prestare attenzione allo sviluppo dei sintomi per distinguere le due patologie.
Per riassumere, tra i principali sintomi della pertosse nei bambini si possono osservare:
- Congestione delle vie respiratorie superiori che comporta naso che cola e abbondanti secrezioni nasali;
- Febbre lieve;
- Tosse inizialmente moderata, che evolve in attacchi di tosse intensa, ripetuti e debilitanti e che possono causare anche vomito;
- Urlo inspiratorio al termine delle crisi di tosse;
- Rottura di piccoli vasi sanguigni attorno agli occhi(3);
Inoltre, la pertosse nei neonati può degenerare e portare a episodi di apnea, colorito bluastro e soffocamento(2) o allo sviluppo di patologie ancora più gravi(3). Per questo è importante rivolgersi tempestivamente al proprio pediatra quando si sospetta che il proprio figlio abbia i sintomi della pertosse nei bambini.
Sintomi della pertosse negli adulti
La pertosse da adulti e da adolescenti si manifesta in modo diverso per un’immunità parziale acquisita negli anni e per dimensioni e diametro maggiore delle vie aeree. Possono anche essere asintomatici o decorrere con sintomi lievi. Il sintomo principale è sempre la tosse, che ha la caratteristica di essere insistente e spesso di notte, con facili risvegli e stanchezza diurna, e può persistere per più di 3 settimane. Il facile ritardo nella diagnosi comporta la facilità di contagio ai più piccoli della famiglia.

Come si trasmette la pertosse
Come la comune influenza, la pertosse è contagiosa(2) e si trasmette per via aerea, per questo si diffonde più facilmente negli ambienti chiusi.
La pertosse si prende quando una persona infetta tossisce, starnutisce o semplicemente parla. Una ricerca afferma che una persona con la pertosse possa arrivare a infettare mediamente tra le 15 e le 17 persone, durante il periodo di trasmissibilità(4).
Come alleviare i sintomi della pertosse e prevenirla
In presenza dei sintomi visti in precedenza, è fondamentale rivolgersi al medico per ottenere una diagnosi corretta e impostare la cura della pertosse più adeguata.
La terapia antibiotica prescritta dal medico permette di bloccare la contagiosità dopo 5 giorni dal suo inizio, ma la tosse persiste tanto più a lungo, per settimane, quanto più tardi viene cominciata. Qui di seguito, ecco alcune semplici abitudini che possono contribuire ad alleviare la tosse, sostenere il generale benessere del paziente e limitare il contagio.
Fra gli accorgimenti, troviamo:
- Bere frequentemente acqua e altri liquidi per mantenere una corretta idratazione(2);
- Consumare pasti piccoli per ridurre il rischio di vomito associato ai colpi di tosse(2);
- Evitare il fumo di sigaretta e altri fattori irritanti per le vie respiratorie;
- Mantenere un ambiente adeguatamente umidificato;
- Lavarsi le mani e coprirsi la bocca(2);
- Eseguire lavaggi nasali e soffiarsi più volte il naso.
Infine, il vaccino per la pertosse rappresenta la strategia più sicura per prevenire l’insorgenza della malattia nei neonati e nei bambini. Infatti, rientra fra le vaccinazioni infantili obbligatorie.




