L’inverno sta arrivando! Caratteristici di questa stagione non sono soltanto il freddo, la cioccolata calda e il Natale, ma anche le problematiche riguardanti la pelle. Quest’ultima, infatti, essendo l’organo maggiormente esposto all’ambiente esterno, risente delle basse temperature e delle alterazioni climatiche. Le aggressioni provocate dal clima rigido possono, pertanto, impedire alla pelle di assolvere al meglio alle proprie funzioni e dare origine a fastidi di varia natura. Vediamo più da vicino uno dei più tipici disturbi dell’inverno, la pelle secca e fragilizzata, e individuiamo insieme piccoli accorgimenti quotidiani utili per fronteggiare al meglio i mesi più freddi, proteggendo la nostra pelle.

A cosa serve la pelle?

 

L’organo cutaneo, nell’insieme dei suoi tessuti (epidermide, derma, ipoderma) e dei suoi annessi, svolge molteplici funzioni fisiologiche che qui riassumiamo.

 

Funzione protettiva1

La pelle è in grado di opporsi a molteplici azioni esterne di carattere meccanico, fisico, termico e chimico. L’azione protettiva è, in particolare, affidata allo strato corneo superficiale, le cui componenti possiedono una particolare resistenza.

 

Funzione secretiva1

Questo ruolo è svolto principalmente attraverso la secrezione sebacea e quella sudorale. Grazie all’ambiente acido e alla natura chimica degli acidi prodotti dalle ghiandole sudoripare e sebacee, infatti, la pelle acquista il noto “potere autosterilizzante”. In particolare, le cellule della ghiandola sebacea evolvono progressivamente in una miscela lipidica chiamata sebo, tra le cui varie funzioni si annoverano quella antisettica e quella antimicrobica.

 

Funzione di termoregolazione1

La pelle costituisce non solo un materiale isolante, ma agisce anche come un vero e proprio “regolatore termico”. Grazie ad un complesso sistema di strutture termo-protettive, infatti, la cute mantiene il resto del corpo a temperatura ottimale, qualunque sia la temperatura esterna.

 

Funzione immunitaria1

La presenza di cellule specifiche consente alla pelle di bloccare eventuali sostanze allergizzanti, o comunque indesiderate, che possono esservi penetrate.

 

Funzione sensoriale1

Nel derma esiste una fittissima rete nervosa, completata da particelle microscopiche che ci permettono di recepire tutte le informazioni sensoriali dall’ambiente esterno. Questo vero e proprio “sistema nervoso periferico” fornisce all’organismo la sensibilità tattile, pressoria, termica e dolorifica. Le terminazioni nervose ed i corpuscoli della sensibilità sono specializzati. Esistono cioè recettori del caldo, del freddo, del dolore e del prurito.

 

Quali variazioni può subire la pelle?

 

Nella mediazione tra ambiente interno ed esterno, possono intervenire nella pelle e sulla pelle delle modificazioni che tendono ad alterarne la normale funzionalità. Queste ultime possono essere transitorie o prolungate.

Le modificazioni transitorie1 sono fenomeni periodici che possono agire sfavorevolmente sulla fisiologia cutanea. Un tipico esempio di causa è il ciclo mestruale. Anche l’azione del vento, la secchezza ambientale, caratterizzata dalla relativa bassa umidità, e il contatto con detergenti possono modificare temporaneamente la normalità cutanea.

Le modificazioni prolungate1 sono alterazioni visibili sulla pelle che si protraggono nel tempo, instaurando delle “differenziazioni” cutanee da cui si delineano i “vari tipi di pelle”. I fattori che portano a queste modificazioni dipendono sia dal soggetto che dall’ambiente esterno. Parliamo di pelle grassa nei soggetti in cui il regime di vita, l’alimentazione, l’attività ormonale, ecc. portano ad un’alterazione nell’attività sebacea. Chiamiamo pelle secca, o disidratata, quella di soggetti in cui, per errate pratiche igieniche oppure per cause climatiche o ambientali persistenti, la superficie cutanea si trova privata del suo mantello idro-acido-lipidico, del suo fattore idratante e, quindi, della sua normale riserva idrica.

Perché la pelle diventa secca in inverno?

 

Composta da un’alta percentuale di acqua, in inverno la pelle può subire variazioni che la portano a diventare secca e andare incontro ad una diminuzione della percentuale di umidità dello strato corneo superficiale, che ne determina la disidratazione1. Essendo l’organo più esposto all’ambiente esterno, al freddo e alle intemperie, la pelle subisce una contrazione dei propri vasi periferici, sotto l’epidermide, al fine di limitare la dispersione del calore. Di conseguenza, è meno vascolarizzata e l’apporto di nutrienti per i tessuti cutanei si riduce. La secchezza dell’aria invernale è responsabile anche di un aumento dell’evaporazione e della perdita continua e impercettibile di piccole quote d’acqua. Sono tutti questi aspetti che possono portare la pelle nei mesi invernali a diventare secca e disidratata. In generale, le zone più fragilizzate sono le mani, il viso e le labbra.

 

Cosa succede quando la pelle è secca?

 

La secchezza della pelle è anche chiamata xerosi e comporta la presenza di una superficie cutanea che ha perso il suo aspetto vellutato e levigato. La xerosi è caratterizzata da una pelle di consistenza ruvida e, talvolta, rugosa al tatto. Nella pelle normale, le cellule dell’epidermide si staccano una ad una, determinando una desquamazione invisibile ad occhio nudo e un armonioso rinnovamento del tessuto superficiale. Nella xerosi, invece, questo processo è disturbato. Vi è un aumento della coesione intercellulare che contribuisce alla formazione di squame.

Cosa fare per proteggere la pelle in inverno?

 

La pelle secca in inverno è un tipo di pelle fragilizzata che va trattata con riguardo. Per limitarne la disidratazione e la secchezza, è utile seguire alcuni accorgimenti, come quelli che proponiamo di seguito.

  • Proteggere la pelle da agenti climatici esterni utilizzando guanti, sciarpa e cappello.
  • Bere acqua frequentemente. L’idratazione è un’abitudine spesso trascurata in questo periodo dell’anno, nonostante sia di fondamentale importanza anche in inverno per idratare e mantenere idratata la pelle.
  • Evitare quanto più possibile eccessivi sbalzi di temperatura, che possono avere un effetto negativo sulla pelle.
  • Evitare docce particolarmente calde e di lunga durata, per non seccare e disidratare troppo la pelle.
  • Evitare gli ambienti troppo secchi e, se necessario, ricorrere all'uso di un umidificatore.
  • Evitare l’utilizzo di prodotti detergenti forti o aggressivi, che possono contribuire a distruggere la pellicola protettiva della pelle.
  • Evitare l’utilizzo di prodotti profumati, che possono irritare la pelle, soprattutto quelle più sensibili.
  • Prendersi cura della pelle con trattamenti dermocosmetici a base, per esempio, di Calendula1, una pianta officinale nota per le sue numerose proprietà, tra cui quelle idratanti e antiossidanti.

1 - Proserpio G., Le basi della cosmetologia, 1992, SEPEM srl, pp.13, 62-66, 110

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