Paziente che si fa visitare per scongiurare un eventuale rischio cardiovascolare causato da livelli elevati di colesterolo cattivo

Colesterolo e rischio cardiovascolare: l’aiuto degli steroli vegetali

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Il colesterolo cattivo (LDL) è un fattore importante per la salute cardiovascolare perché livelli elevati possono influire sulla salute del cuore. Per contribuire a ridurre l’LDL ci sono diverse strategie, una di queste è rappresentata dagli steroli vegetali. Scopri di più sulla relazione tra colesterolo e rischio cardiovascolare e sugli steroli vegetali insieme al professor Arrigo F.G. Cicero.

Quando si parla di benessere cardiovascolare, il colesterolo LDL (quello cattivo, più pericoloso) torna spesso al centro della scena. Non a caso: livelli elevati di LDL favoriscono, nel tempo, la formazione di placche nelle arterie, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus. Per questo motivo, mantenere sotto controllo i valori di colesterolo attraverso uno stile di vita sano è fondamentale.

Tra le strategie proposte per ridurre il colesterolo LDL compaiono anche gli steroli vegetali, sostanze naturalmente presenti in alcuni alimenti di origine vegetale. In questo articolo approfondiremo la relazione tra colesterolo e rischio cardiovascolare e il ruolo degli steroli vegetali insieme al professor Arrigo F.G. Cicero.

Cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è una molecola lipidica che svolge numerose funzioni vitali per l’organismo e si distingue principalmente in due tipologie: colesterolo buono (HDL) e quello cattivo (LDL). L’HDL è definito buono perché aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso dal sangue, trasportandolo al fegato dove viene eliminato. Invece, l’LDL trasporta il colesterolo verso le arterie e, quando presente in quantità elevate, è associato a un maggiore rischio cardiovascolare.

Trigliceridi, colesterolo HDL e LDL: facciamo chiarezza

Colesterolo e trigliceridi sono termini spesso associati e talvolta confusi, ma in realtà indicano sostanze diverse presenti nel sangue. Entrambi appartengono alla famiglia dei lipidi, tuttavia svolgono funzioni differenti. Per comprendere meglio i valori riportati negli esami del sangue, è utile avere chiara la differenza tra colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi:

  • Colesterolo totale: rappresenta la quantità complessiva di colesterolo nel sangue, includendo il colesterolo HDL e LDL, e fornisce una prima indicazione generale dello stato del metabolismo lipidico;
  • Colesterolo HDL: viene comunemente definito colesterolo buono perché svolge una funzione protettiva, raccogliendo il colesterolo in eccesso dai tessuti e dalle pareti delle arterie e trasportandolo al fegato dove viene eliminato;
  • Colesterolo LDL: è spesso chiamato colesterolo cattivo perché a livelli elevati può depositarsi nelle pareti delle arterie contribuendo alla formazione di placche aterosclerotiche, che nel tempo possono ostacolare il flusso sanguigno;
  • Trigliceridi: sono un tipo di grasso presente nel sangue che l’organismo utilizza principalmente come riserva di energia. Dopo i pasti, le calorie non immediatamente utilizzate vengono convertite in trigliceridi e immagazzinate nel tessuto adiposo.

Controllo del colesterolo per gestire il rischio cardiovascolare

La nutraceutica per la gestione del rischio cardiovascolare si rivolge alla grande maggioranza della popolazione che presenta valori lipidici sub‑ottimali, spesso legati a una predisposizione individuale che può essere amplificata da abitudini di vita non equilibrate. Quando invece sono presenti eventi cardiovascolari pregressi, soggetti che presentano profili lipidici marcatamente alterati o altri fattori di rischio evidenti, può risultare necessario il ricorso alla terapia farmacologica.

In Italia questa condizione è molto diffusa e una riduzione del colesterolo, anche modesta (7–12%), può riportare molti individui in un range ottimale. Una volta escluse cause genetiche o familiari che richiedono una terapia specifica, la maggior parte dei casi rientra nelle forme di predisposizione poligenica. Intervenire precocemente è cruciale: l’esposizione cumulativa al colesterolo, anche a livelli solo lievemente elevati, aumenta il rischio cardiovascolare nel corso della vita(1), e studi prospettici mostrano che piccole riduzioni dell’LDL in età giovane producono benefici preventivi paragonabili a interventi molto più tardivi e più intensi.

In presenza di ipercolesterolemia accertata o di altri fattori di rischio cardiovascolare, è sempre importante confrontarsi con il proprio medico curante per una valutazione personalizzata e per definire il trattamento più adeguato.

Colesterolo e rischio cardiovascolare: la dieta basta per ridurre l’LDL?

A ridurre il rischio cardiovascolare può contribuire una dieta prevalentemente vegetale, ricca di alimenti freschi e poco processati, a basso indice glicemico, con adeguata idratazione e una corretta distribuzione del carico calorico giornaliero. Tuttavia, l’effetto della sola alimentazione sulla colesterolemia è spesso limitato, perché l’organismo attiva meccanismi di compensazione che tendono a riportare i valori ai livelli abituali. Per questo motivo, l’associazione tra uno stile di vita equilibrato e nutraceutici, come gli steroli vegetali, può favorire una riduzione più efficace del colesterolo totale e LDL, con un beneficio proporzionale anche sul rischio cardiovascolare.

Steroli vegetali per il controllo del colesterolo

Gli steroli vegetali sono sostanze naturali presenti nel mondo vegetale, “parenti” del colesterolo per struttura, che aiutano a ridurre i livelli di LDL (colesterolo cattivo), andando a inibirne l’assorbimento intestinale. Questi composti si trovano, in piccole quantità, in oli vegetali, frutta secca, semi e legumi. In una dieta normale, però, le quantità introdotte sono molto inferiori a quelle usate per ottenere un effetto misurabile sul colesterolo (da 1,5 a 3 g al giorno). Per questo, in caso di necessità, è importante rivolgersi al proprio medico o farmacista di fiducia per individuare la soluzione di salute più adatta alle proprie esigenze.  

Come agiscono gli steroli vegetali: una “concorrenza” a livello intestinale

Il meccanismo è semplice da immaginare: gli steroli vegetali competono con il colesterolo nell’intestino e ne riducono l’assorbimento. Risultato: una parte del colesterolo alimentare (e contenuto nella bile) viene eliminata più facilmente e l’LDL nel sangue può diminuire.

Steroli vegetali: quanto possono ridurre l’LDL?

Le evidenze più solide riguardano proprio questo punto: una dose giornaliera intorno a 1,5–3 g di steroli/stanoli vegetali è associata a una riduzione dell’LDL in media di circa 7–12%, con un effetto che può comparire già entro 2–3 settimane se l’assunzione è costante.

Gli steroli vegetali agiscono solo sul colesterolo?

I fitosteroli sono noti per il loro effetto sul metabolismo lipidico, grazie a un meccanismo ben documentato che riduce l’assorbimento del colesterolo. Tuttavia, la letteratura scientifica mostra che possono influenzare anche altri parametri cardiovascolari, tra cui pressione arteriosa, glicemia, aterosclerosi, concentrazione plasmatica degli acidi grassi liberi e livelli di apolipoproteine(2).

L’efficacia è dose‑dipendente: i benefici si osservano con almeno 2 g al giorno, con un’ottimizzazione intorno ai 2,5 g, quantità difficili da raggiungere con la sola dieta senza introdurre un eccesso calorico. L’integrazione permette quindi di ottenere una riduzione efficace del colesterolo totale e dell’LDL senza aumentare l’introito energetico, contribuendo al miglioramento del rischio cardiovascolare complessivo anche attraverso gli effetti favorevoli sugli altri parametri cardiometabolici.

A chi possono essere utili gli steroli vegetali?

Dato che avere livelli di colesterolemia LDL bassi, anche nel range della normalità, sembra essere un vantaggio per tutti, in teoria quasi tutte le persone potrebbero avere un giovamento dall’integrazione regolare con steroli vegetali. Tuttavia, pragmaticamente, ogni persona sana con colesterolemia LDL superiore a 115 mg/dL potrebbe essere trattata con steroli vegetali, anche con uno stile di vita sano. Inoltre, gli steroli vegetali (se assunti a dose adeguata e costantemente) possono anche potenziare eventuali terapie per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, senza alcun rischio di interazioni.

Ricordiamo che gli steroli vegetali sono inclusi in diversi alimenti di impiego comune (olii vegetali, semi, legumi) e sono associati a un ottimo profilo di sicurezza, anche perché agiscono (e restano) nell'intestino, senza entrare in circolo.

(1)  Ference BA, Braunwald E, Catapano AL. The LDL cumulative exposure hypothesis: evidence and practical applications. Nat Rev Cardiol. 2024 Oct;21(10):701-716. doi: 10.1038/s41569-024-01039-5. Epub 2024 Jul 5. PMID: 38969749.

(2)  Liu B, Chen K, Chen X, Wang J, Shu G, Ping Z, Zhang S. Health outcomes associated with phytosterols: An umbrella review of systematic reviews and meta-analyses of randomized controlled trials. Phytomedicine. 2024 Jan;122:155151. doi: 10.1016/j.phymed.2023.155151. Epub 2023 Oct 16. PMID: 37866333.