L’arrivo della primavera porta molteplici benefici come l’innalzamento delle temperature, l’allungamento delle giornate e la fioritura di alberi e piante. Per molti, però, l’arrivo della nuova stagione coincide con il periodo degli starnuti, naso chiuso, lacrimazione e prurito agli occhi. Le allergie si posizionano ai primi posti come malattie croniche: secondo l’OMS1 ne soffrono circa tra il 10% e il 40% della popolazione a seconda delle zone e dei periodi dell’anno. Dati tra il 10% e il 20% sono riportati anche in Italia2

Quali sono i sintomi da allergia primaverile? 

 

I fastidi provocati dalle allergie sono innescati da una risposta anomala ed eccessiva del nostro sistema immunitario ai pollini.

 

I sintomi più comuni sono:

  •     lacrimazione e occhi irritati;
  •     starnuti frequenti;
  •     tosse secca;
  •     pizzicore e prurito alle mucose;
  •     stanchezza, spossatezza e insonnia;
  •     congestione nasale   

POLLINOSI: cos’è e come si presenta?

 

L’allergia ai pollini è un’allergia respiratoria che prende il nome di pollinosi. Questa forma allergica è la più diffusa in Europa. La causa della pollinosi è la fioritura di alberi e fiori, che diffondono nell’aria nubi di pollini non visibili a occhio nudo che vengono respirati provocando, nei soggetti più sensibili, un’irritazione della mucosa congiuntivale e delle prime vie respiratorie.
 

Quali sono le principali minacce per chi è allergico ai pollini? 

 

  • Parietaria: è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle urticacee che fiorisce da marzo a ottobre;
  • Graminacee: sono il principale allergene nel periodo tra marzo e giugno;
  • Composite o Asteracee: sono una vasta famiglia di piante la cui caratteristica principale è l’infiorescenza a capolino in cui, cioè, il fiore è costituito dall’insieme di tanti altri piccoli fiorellini. Queste specie fioriscono nel periodo tra luglio e settembre e a questa famiglia appartengono le margherite, camomilla, girasoli, radicchio e lattuga;
  • Betulacee: sono una specie di arbusti che fioriscono da gennaio a maggio;
  • Oleacee: sono piante e alberi che fioriscono da maggio a giugno e sono i responsabili principali delle allergie nei paesi mediterranei. Appartengono a questa famiglia l’olivo, il ligustro e il frassino.

Cosa fare per le congiuntiviti allergiche primaverili? 

 

Le allergie oculari sono un fenomeno comune che si verifica quando gli occhi entrano in contatto con sostanze irritanti, che provocano lacrimazione e bruciore, prurito, arrossamento e la sensazione di corpo estraneo all’interno del bulbo oculare. In questi casi si può ricorrere all’utilizzo dei colliri formulati per questo tipo di disturbo, anche omeopatici: si trovano in commercio diversi tipi di colliri, ad esempio, senza conservanti in contenitori monodose, che possono essere adatti per questioni di praticità all’utilizzo di cui abbiamo bisogno durante la giornata. 

6 consigli per affrontare al meglio la primavera 

 

  • rimani a casa quando la concentrazione di polline nell’aria è elevata: può esserti d’aiuto controllare il bollettino dei pollini ;
  • fare la doccia prima di andare a dormire e cambiare spesso i vestiti per eliminare la massima quantità di pollini; è consigliabile anche lavarsi i capelli prima di appoggiare la testa sul cuscino;
  • evitare di praticare sport all’aperto;
  • non fumare in casa in quanto il fumo potrebbe causare irritazione del rivestimento mucoso di naso, occhi, gola e vie respiratorie;
  • areare l’ambiente tutti i giorni al mattino presto e tenere le finestre chiuse per il resto della giornata: i pollini circolano maggiormente durante il giorno per effetto del vento e del calore;
  • indossare occhiali da sole quando si è all’aperto.
     

Le 4 cose da non fare 

 

  1. non asciugare la biancheria all’aperto durante il periodo di impollinazione;
  2. evitare le passeggiate nei boschi o in campagna quando il clima è secco;
  3. evitare di viaggiare con i finestrini aperti;
  4. evitare la presenza di piante allergizzanti in giardino.
Bimbo che si soffia il nasomask

L’omeopatia può essere di aiuto 

 

All’insorgere dei disturbi legati alle allergie, anche i medicinali omeopatici possono essere un valido supporto alla terapia indicata dagli specialisti in base all’allergene che ha scatenato l’episodio allergico.  Una caratteristica della terapia omeopatica è la diluizione delle sostanze attive che generalmente consente a questi medicinali di non avere effetti indesiderati. 
I medicinali omeopatici possono essere assunti generalmente in qualsiasi momento della giornata senza provocare sonnolenza e possono essere somministrati molto spesso in concomitanza con altre terapie. Il medico e il farmacista sapranno indicarti il medicinale più adatto per alleviare i fastidi dell’allergia e vivere la primavera al meglio.

 

 

Soggetti allergici e Covid: quale ruolo per i medicinali omeopatici? 

 

I dati evidenziano come i bambini3 e gli adulti4 allergici incorrono in infezioni respiratorie molto più frequenti dei soggetti non allergici.
Dagli studi finora svolti5 è emerso che le forme allergiche più lievi, inclusa l'asma allergica lieve, non sono considerate tra i principali fattori di rischio per l'infezione da SARS-CoV-2, o per un esito più sfavorevole. Ma da due anni a questa parte la classica sintomatologia allergica – starnuti a raffica, congestione nasale, naso che cola, congiuntivite e talvolta anche eruzioni cutanee – genera qualche preoccupazione in più in chi è affetto da queste patologie. 

L'omeopatia può aiutare ad aumentare la protezione anche per i pazienti più fragili, come pazienti allergici e soggetti affetti da patologie respiratorie? 

 

I pazienti più fragili, per esempio, gli allergici possono fare affidamento sull’aiuto dei medicinali omeopatici, che sono in grado di sostenere il nostro organismo, diminuire gli eventi infettivi anche nei mesi primaverili ed estivi quando l’organismo è sottoposto a particolare stress dalle allergie stagionali.

1- https://www.epicentro.iss.it/allergie/epidemiologia 2- http://www.progetto-aria.it/ 3- Ciprandi G, Tosca MA, Fasce L. Allergic children have more numerous and severe respiratory infections than non-allergic children. Pediatr Allergy Immunol. 2006;5:389-91. Fonte: Kotaniemi-Syrjänen A, Vainionpää R, Reijonen TM, Waris M, Korhonen K, Korppi M. Rhinovirus-induced wheezing in infancy--the first sign of childhood asthma? J Allergy Clin Immunol. 2003;111:66-71. 4- Cirillo I, Marseglia G, Klersy C, Ciprandi G. Allergic patients have more numerous and prolonged respiratory infections than nonallergic subjects. Allergy. 2007;62:1087-90 5- urly.it/3m3qn

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